Detrazioni fiscali infissi 2026 senza sconto in fattura: cosa è cambiato davvero (anche per gli addetti ai lavori)

Ogni anno le regole sulle detrazioni per gli infissi cambiano, e nel 2026 la domanda che arriva più spesso — dai clienti privati, ma anche dagli addetti ai lavori (progettisti, serramentisti, aziende edili, direttore lavori) — è sempre la stessa: posso ancora detrarre la spesa per i nuovi infissi? E se sì, come farlo nel modo giusto?

La buona notizia è che i bonus ci sono ancora. Parliamo principalmente di due agevolazioni: il Bonus Casa (o ristrutturazione e l’Ecobonus.

Sono ormai anni che abbiamo a che fare con gli incentivi e con la loro buona (o meno buona) gestione. Gli anni del superbonus ci hanno temprati in modo particolare per questo mondo fatto anche di burocrazie e regole specifiche. Senza dimenticare il bonus 75% barriere architettoniche e le sue giravolte.

In questo articolo riflettiamo sulla corretta gestione degli incentivi, approfondendo i bonus a disposizione, i loro requisiti e la loro collazione nel contesto di un intervento di sostituzione infissi.


Quali sono i bonus infissi accessibili ai clienti nel 2026

Nel 2026 la sostituzione degli infissi è detraibile con il bonus casa, ma con una distinzione importante che vale la pena comunicare subito al cliente. Se i lavori riguardano la prima casa — dove il committente ha residenza o domicilio — la detrazione è del 50%. Se invece l’intervento riguarda una seconda casa o un immobile che non è l’abitazione principale, la detrazione scende al 36%.

L’Ecobonus segue la stessa logica. Rimane al 50%, ma solo se l’intervento porta un reale miglioramento dell’efficienza energetica, dimostrabile con la giusta documentazione: serve una relazione tecnica e una pratica inviata nei tempi corretti all’ENEA. Anche qui, prima casa al 50%, seconda casa al 36%.


Cosa serve per accedere alle agevolazioni fiscali per la sostituzione degli infissi

Come progettisti o serramentisti, il nostro ruolo non è solo eseguire i lavori: è anche guidare il cliente lungo un percorso che, se fatto bene, garantisce davvero l’accesso al beneficio fiscale.

Ecco 4 passaggi fondamentali da non saltare:

  1. Verifica se l’intervento rientra in una ristrutturazione oppure in un caso di efficientamento energetico: i due percorsi hanno requisiti diversi e documentazione diversa

  2. Valuta insieme al cliente la sua posizione fiscale e capienza. Per esempio l’Ecobonus è accessibile anche ai soggetti Ires, il Bonus Casa no!
  3. Controlla l’uso e la destinazione dell’immobile: prima casa o seconda casa cambia tutto, sia sulla percentuale che sulle pratiche da preparare

  4. Assicurati di poter produrre tutta la documentazione necessaria, dalla progettazione alla posa, fino alla comunicazione finale dei lavori


Il tutto compreso non esiste, e quando esiste è spesso una fregatura

C’è una promessa che circola ancora nel mercato e che vale la pena smontare con i clienti: sconto in fattura automatico, zero pensieri, tutto compreso. Non è proprio così.

Nel 2026 le detrazioni si ottengono solo se tutto è in regola — dalla progettazione alla posa, fino alle pratiche redatte e inviate correttamente. Affidarsi a chi non è in grado di seguire l’intero iter significa rischiare problemi con l’agevolazione e, peggio ancora, lavori che non sono fatti in modo corretto.


Fare chiarezza su come funziona l’incentivo e chiarire che lo sconto in fattura non c’è più

Una cosa fondamentale è chiarire il funzionamento delle detrazioni. Si detrae sulla dichiarazione dei redditi e sulle tasse che dobbiamo pagare. Sono ancora in tanti a pensare che lo sconto in fattura sia attivo per tutti.

Il cliente privato che fa la sostituzione infissi, oggi può solo detrarre in proprio, salvo casi molto specifici. Significa anche avere la capienza per farlo, altrimenti la detrazione non sarà coperta al 100%.


Un esempio sulla capienza del bonus infissi. Quello che si può detrarre davvero

Un cliente ci contatta per sostituire gli infissi della sua seconda casa al mare. Preventivo: 15.000 euro. La detrazione al 36% gli darebbe circa 5.400 euro in 10 anni, quindi 540 euro l’anno.

Ma analizzando la sua situazione fiscale, emerge che la sua IRPEF annua è di appena 400 euro. Risultato: ogni anno perderebbe 140 euro di detrazione, perché non ha abbastanza capienza. In 10 anni, oltre 1.400 euro di bonus non ottenuti.

Questo aspetto deve essere chiaro. L’idea generale è che la detrazione sia scontabile subito tipo sconto in fattura, o comunque che possa essere sempre ottenuta al massimo della sua capienza.


Vale la pena scegliere l’ecobonus rispetto al bonus casa?

Dipende dal lavoro. L’ecobonus è spesso più semplice da utilizzare. In molti casi non necessita neanche il titolo abilitativo. Inoltre c’è la questione Ires che può renderlo l’unico bonus utilizzabile.

Il bonus casa può diventare più pratico in casi specifici, se vogliamo cumulare i due incentivi per diversi interventi, o se vogliamo intervenire sul cambio misure, più complicato con ecobonus.


Come gestire correttamente i bonus fiscali per la sostituzione degli infissi nel 2026

Proprio come abbiamo fatto fino ad adesso. Il nostro dovere principale è guidare il cliente verso scelte consapevoli, e ottenere il meglio per la sua abitazione. Questo possiamo farlo attraverso consulenza, progettazione accurata, posa in opera impeccabile. Quando si lavora su progetti con diverse persone coinvolte, la coordinazione è l’unico modo per fare centro nel risultato.

A volte dobbiamo diventare anche esperti di bonus, aiutando il cliente a scegliere la soluzione più adatta a lui e alla sua abitazione e, quando necessario, producendo la documentazione che serve, con la massima precisione.


Risorse utili

La guida Diemme Infissi sul bonus infissi 2026

Libro Infissi e Serramenti: Note Tecniche di Posa

Norma UNI 11979:2025 controtelai e controtelai monoblocco

Guida a regole e indicazioni paesaggistiche per la sostituzione dei serramenti

Guida infissi: come scegliere il giusto serramento da installare

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