È giusto essere diffidenti in edilizia?

Nel settore dell’edilizia la diffidenza dei clienti è quasi la norma. Ce lo racconta bene un episodio vissuto in showroom: un cliente, poco prima di acquistare finestre e porte, ci disse chiaramente: “Sono diffidente perché quando ho fatto lavori in edilizia non ne sono mai uscito bene”.

La diffidenza in edilizia ha delle cause ben precise e che tutti conosciamo bene… ma come possiamo gestire un cliente diffidente? Ci riflettiamo in questo articolo dedicato alle paure dei clienti dovute alle esperienze passate.


Perché i clienti sono diffidenti verso l’edilizia?

La diffidenza verso il settore edile è, purtroppo, spesso giustificata. Lavori portati a termine male, artigiani che spariscono a metà cantiere, tempi di consegna infiniti: sono problemi che molti clienti hanno vissuto in prima persona, o che si sono sentiti raccontare da amici e parenti.

Nel caso del cliente citato, questa diffidenza si manifestava in modo molto concreto durante la trattativa. Ogni volta che veniva proposta una soluzione, il cliente prospettava una serie di problematiche che, alla fine, non si sono mai verificate — ma che generavano comunque un clima di sospetto continuo.

Lavorare quando c’è una diffidenza così forte non è facile, ma non è nemmeno impossibile.


Come si supera la diffidenza di un cliente in edilizia?

Il nostro compito non è convincere a parole, ma superare la diffidenza costruendo fiducia reale. Il modo più efficace per farlo è incanalare subito il cliente in un sistema strutturato, fatto di processi chiari, trasparenza e professionalità percepita fin dal primo incontro.

Dare dei tempi chiari, dare sempre una risposta, anticipare e chiarire i dubbi del cliente: sono tutti elementi che rafforzano la fiducia, anche da chi parte da una forte diffidenza verso il nostro settore.


Che ruolo hanno le recensioni nella fiducia del cliente

Il lavoro passato svolto in modo corretto ci più aiutare, soprattutto se documentato da recensioni. Le recensioni ci aiutano a costruire fiducia e a far percepire la differenza con le esperienze negative del cliente. Non servono solo a “qualificare” l’azienda, ma dimostrano in modo pratico che quanto viene proposto non è una semplice promessa commerciale, bensì il reale modo di lavorare dell’azienda, verificabile attraverso le esperienze di chi è già passato dallo stesso percorso. Persone reali, con nome e cognome, che il cliente può trovare su Facebook o che magari conosce.


Il caso di Marco: quando la diffidenza è più dura da scalfire

Ci sono situazioni in cui la diffidenza è particolarmente radicata, perché nasce da esperienze negative dirette. È quello che è successo con Marco, un cliente che aveva avuto problemi con lavori precedenti, sviluppando una sorta di ostilità verso l’edilizia difficile da superare.

In questo caso particolare sono uscito un po’ dagli schemi e ho deciso di fargli un’offerta speciale, dicendogli: “Guardi Marco, se alla fine il lavoro non le piace, me lo riporta a casa e le ridò i soldi”.


Come è andata a finire?

Questa proposta non è nata da un azzardo, ma da un’estrema certezza professionale sulla qualità del lavoro che sarebbe stato realizzato. E infatti, a lavoro concluso, la certezza è stata confermata: Marco è rimasto contentissimo del risultato.

La diffidenza, quindi, non va vista come un muro invalicabile, ma come un punto di partenza da cui costruire, passo dopo passo, un rapporto solido e trasparente con il cliente.


Risorse utili

Note tecniche di Posa: 50 appunti pratici per tecnici, progettisti e serramentisti

Come nascono le patologie edilizie di infissi e serramenti?

Basta il capitolato per conoscere il prezzo del preventivo infissi?

Quanti anni durano gli infissi? (e cosa c’entra la sostenibilità)

Come investire 20.000 Euro nella tua casa

Come aumentare il valore della casa con i nuovi infissi

Lascia un commento