Muffa intorno alle finestre: perché succede (anche con gli infissi nuovi) e come si previene

Nel periodo invernale ci sono ancora tanti casi di finestre con parecchia muffa intorno. Questo è un problema che nella maggior parte dei casi riguarda l’utilizzo dell’abitazione, la non conoscenza della gestione dell’umidità in casa, ma anche la posa in opera e, soprattutto, la progettazione della posa in opera.

Riflettiamo insieme su questo problema di muffa intorno alle finestre, che può capitare anche nel caso di nuove installazioni.


Che cosa succede davvero quando vediamo la muffa sul muro attorno alla finestra?

La muffa non compare per caso e non è “sporco”. È il risultato finale di un processo fisico che va avanti da settimane, spesso da mesi.

Dentro casa l’aria è calda e carica di vapore acqueo. Quando quest’aria incontra una superficie più fredda, il vapore non riesce più a restare in forma di gas e condensa: prima come un velo invisibile di umidità sulla superficie, poi come acqua vera e propria. E dove l’intonaco resta umido in modo costante, la muffa trova esattamente le condizioni che le servono per attecchire.

Non serve vedere l’acqua perché la muffa parta. È sufficiente che l’umidità in prossimità della superficie resti elevata a lungo. Quando vediamo le macchie nere, il fenomeno è già in corso da parecchio tempo.


Perché la muffa viene proprio intorno alla finestra?

Perché il vano murario in cui è alloggiato il serramento è, quasi sempre, il punto più debole di tutto l’involucro della casa.

In quel perimetro si concentrano spalle, architrave, davanzale, controtelaio, eventuale cassonetto: elementi diversi, con materiali diversi, montati in tempi diversi. Se in quel nodo il calore trova una scorciatoia per uscire, si crea un ponte termico: una fascia di muro strutturalmente più fredda del resto della parete. Ed è lì che l’umidità di casa si scarica.

Le zone dove il problema si manifesta per prime sono sempre le stesse:

  • gli angoli alti e bassi del vano finestra;
  • la spalletta interna, soprattutto sul lato più esposto;
  • la fascia sotto al davanzale;
  • dietro le tende pesanti o dietro un mobile accostato alla parete perimetrale, dove l’aria non circola.

Quali sono i segnali dell’arrivo della muffa?

Quando guardiamo il vano finestra con un po’ di attenzione, i segnali si vedono molto prima che il muro diventi nero:

  • vetri appannati al mattino, in particolare in camera da letto;
  • goccioline d’acqua sul profilo basso del serramento o sul davanzale;
  • un alone più scuro o una zona che “resta fredda” al tatto sulla spalletta;
  • pittura che si stacca, intonaco che si sfarina, odore di chiuso che non va via arieggiando.

Perché la muffa non è solo un problema estetico?

Sottovalutare questa situazione costa caro su tre fronti. C’è il tema della salute, perché le spore in ambiente chiuso non fanno bene a nessuno e fanno particolarmente male a bambini, anziani, allergici e asmatici.

C’è il tema di degrado dell’immobile, perché intonaci, pitture e infissi si rovinano e il ripristino non è mai un ritocco di pittura.

E c’è l’aspetto comfort e bolletta: una fascia di muro fredda significa che da lì il calore che paghiamo se ne sta uscendo, tutti i giorni, tutto l’inverno.

Queste problematiche, nel tempo diventano sempre più complesse e costose.


Ma perché viene la muffa dopo la sostituzione delle finestre?

Con i vecchi serramenti, il punto più freddo della casa era il vetro. L’umidità in eccesso andava a condensare lì, dove si vedeva subito e dove, con un panno, si asciugava. In più quei serramenti lasciavano passare aria di continuo: erano una ventilazione permanente e incontrollata, che teneva l’umidità interna più bassa, a costo però di spifferi, disagio e consumi.

Con un serramento nuovo e performante cambiano due cose contemporaneamente:

  • il vetro non è più il punto freddo, quindi la condensa smette di formarsi sul vetro e si sposta sul punto freddo successivo, cioè il muro attorno alla finestra.
  • Diminuisce la ventilazione involontaria, quindi tutto il vapore prodotto in casa resta dentro.

Il risultato è che la finestra rende visibile la criticità di umidità e scarso ricambio d’aria, spostandola sulla parete. Se il nodo di posa non è stato progettato per risolvere il ponte termico, quel punto freddo resta lì e diventa il bersaglio della condensa.

Proprio per questo la posa non può essere lasciata all’improvvisazione.


Perché la progettazione della posa in opera deve essere fatta sempre e bene

Progettazione della posa in opera: cosa vuol dire per un cliente che deve comprare le finestre?

Vuol dire che devo stabilire esattamente come installare la nuova finestra, progettando e disegnando il sistema di posa. Per quale motivo? Perché poi chi viene a fare il lavoro non deve improvvisare, ma seguire con precisione quanto indicato nelle tavole di posa.

In un sistema corretto funziona così: il venditore vende le finestre, garantendo una posa in opera corretta e progettata. Poi arriva il tecnico che viene a fare il rilievo delle misure, esegue tutto il rilievo e fa il progetto di posa in opera. Dopodiché arriva l’installatore, certificato e qualificato come prevede la normativa: prende in mano il progetto di posa in opera e realizza l’installazione seguendo il progetto.

Progettare la posa significa decidere prima, sulla carta, dove esattamente si posiziona il serramento nello spessore del muro, come si garantisce la tenuta all’aria verso l’interno e la tenuta all’acqua e al vento verso l’esterno, come si interrompe il ponte termico sulle spalle, sull’architrave e sotto al davanzale, e come il serramento viene ancorato alla muratura. Sono decisioni che, prese in cantiere di corsa diventano compromessi.


Quali sono i problemi di una posa in opera non progettata?

Quando la posa in opera non è progettata possono emergere delle problematiche, anche importanti. Queste possono essere problemi estetici, infiltrazioni, spifferi e situazioni di muffa e condensa dovute a ponti termici nel vano murario.

Quando entriamo in una casa in cui il nodo non è stato risolto, vediamo quasi sempre le stesse cose: la schiuma poliuretanica usata da sola come se fosse un sigillante, quando in realtà non garantisce né tenuta all’aria né tenuta all’acqua nel tempo; il vecchio controtelaio in legno o in metallo lasciato in opera, che continua a fare da passaggio per il freddo; il serramento posizionato nello spessore del muro senza alcun ragionamento sulla continuità dell’isolamento; il davanzale passante, che entra e esce dalla parete portandosi dietro il freddo; le spalle rifinite solo con un po’ di intonaco, senza nessuna correzione termica.

Ognuna di queste situazioni, presa da sola, crea una fascia fredda attorno alla finestra. È il punto in cui, il primo inverno, comparirà la muffa.

Dobbiamo considerare anche la qualità del prodotto: se una finestra costa poco, l’installazione avrà un costo coerente al valore e alle prestazioni del serramento.

È per questo che nella mia azienda, Diemme Infissi a Lucca, ho scelto di stare su un certo livello, per dare le finestre della casa della vita e non le finestre occasionali.

Una finestra non è soltanto un prodotto da acquistare: deve essere scelta e installata nel modo giusto, considerando anche tutto ciò che avviene nel perimetro del serramento.


Come possiamo prevenire e risolvere i problemi di muffa intorno alle finestre?

Per risolvere il problema della muffa intorno alle finestre ci sono tre aspetti fondamentali che dobbiamo curare:

1. La gestione dell’umidità in casa

Il primo aspetto è la gestione dell’umidità in casa e la conoscenza di come gestirla correttamente.

Una famiglia produce ogni giorno una quantità di vapore acqueo molto più alta di quella che immaginiamo: respirazione, cucina, docce, panni stesi in casa, piante. Tutto quel vapore, se non esce, resta. Nelle case dove il problema non si presenta, di solito troviamo le stesse abitudini: si arieggia per pochi minuti spalancando le finestre un paio di volte al giorno, invece di tenere l’anta a ribalta per ore; le stanze poco usate non vengono lasciate troppo fredde; armadi e divani non sono addossati alle pareti perimetrali; l’umidità relativa interna viene tenuta sotto controllo. Dove invece il problema è strutturale, la risposta seria è un impianto di ventilazione meccanica controllata.

2. Il perimetro della finestra

Il secondo aspetto è che, se sono state cambiate le finestre e c’è muffa intorno alla finestra, il problema va gestito anche nel perimetro della finestra.

Quando ci limitiamo a ripulire e ridipingere, il risultato dura pochi mesi: se il muro in quel punto continua a essere freddo, la muffa torna. Il perimetro va analizzato e corretto, intervenendo sul nodo, sulle spalle, sul davanzale, sull’isolamento, a seconda di dove vediamo che il calore sta effettivamente uscendo. Gli interventi per mitigare il ponte termico sono diversi, dal taglio del davanzale e all’isolamento di un controtelaio metallico (o la sua rimozione).

3. La scelta iniziale

Il terzo aspetto è scegliere bene, perché di solito quando si parte con una situazione economica si arriva a una situazione problematica.

Il risparmio in fase di acquisto quasi mai resta un risparmio: si trasforma in disagio quotidiano, in bollette più alte e, prima o poi, in un lavoro da rifare nell’arco di pochi anni.

Queste problematiche, nel tempo, non sono da poco.


Risorse utili

Note tecniche di Posa: 50 appunti pratici per tecnici, progettisti e serramentisti

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