Sì, il telaio della porta blindata può fare condensa. Il motivo è che si tratta di un elemento in metallo, realizzato così proprio per garantire la massima resistenza.
La condensa di solito è causata da una situazione di umidità eccessiva ma, specialmente in autunno e in inverno, può diventare un problema piuttosto comune.
Come possiamo evitarla? Ne parliamo in questo approfondimento.
@cagnonidaniele É vero che il telaio della porta blindata può fare condensa? Ebbene sì… la porta blindata ha un telaio metallico e un’anta metallica. Senza un taglio termico la condensa, per forza di cose, si può sviluppare. #infissi #finestre #porte #serramenti #problemi #infiltrazioni #muffa #spifferi #consigli #tutorial #opinioni #edilizia #tiktokitaly #progettazione #perte #italia #faidate #serramentisti #artigiani #homehacks #condensa #umidità #sicurezza #portablindata ♬ suono originale – Daniele Cagnoni
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Perché il telaio della porta blindata può fare condensa
La porta blindata è costituita da un telaio metallico, un’anta metallica e due pannelli (interno e esterno). Il problema della condensa può svilupparsi proprio nel telaio metallico.
Il metallo, conduttore termico, crea un “ponte termico” che trasferisce il freddo dall’esterno verso l’interno: la superficie del telaio interna si raffredda rapidamente, scendendo sotto il punto di rugiada dell’aria domestica – quel valore di temperatura al di sotto del quale il vapore acqueo condensa.
L’aria calda e umida interna, ricca di vapore da respiri, cottura o docce, incontra questa superficie fredda ed ecco che le gocce d’acqua si formano sul telaio, gocciolando a volte sul pavimento e creando muffa.
Questo fenomeno non risparmia nemmeno le porte coibentate più recenti, se il telaio non è progettato con un’interruzione termica adeguata: l’isolante interno mitiga, ma non elimina del tutto il ponte se il metallo resta continuo.
Come possiamo evitare che la porta blindata faccia condensa?
Per prevenire questo problema servono prodotti premium. Porte blindate di ultima generazione dotate di telaio metallico con taglio termico.
Proprio come avviene con gli infissi in alluminio moderni, il taglio termico interrompe la continuità tra interno ed esterno. Il telaio è diviso in due parti – una esposta al freddo esterno, l’altra protetta all’interno – unite da un isolante che blocca la conduzione termica. In questo modo non si creano quei dislivelli termici che portano alla condensazione (oltre che alla formazione di muffa).
Le porte blindate con taglio termico hanno un costo superiore ai modelli standard – di solito un +20-30% sul prezzo base, a seconda della classe di resistenza. Includerle all’interno di un progetto necessita quindi un’analisi attenta e una valutazione del budget complessivo, bilanciando con i bonus fiscali per efficienza energetica.
Se l’edificio presenta criticità di umidità o il cliente non può gestire correttamente il ricambio d’aria, la porta con taglio termico è fortemente consigliata. Importante è sempre comunicare il rischio che la criticità si presenti.
Cosa fare quando il problema è già presente
Se la porta blindata che fa condensa è già presente nell’abitazione e non è prevista la sostituzione dobbiamo fare attenzione, in particolare se è prevista una sostituzione delle finestre. Quello che potrebbe accadere è che, con l’aumento dell’isolamento dell’ambiente, il problema sulla porta blindata possa peggiorare, diventando valvola di sfogo per l’umidità.
In questo caso dobbiamo intervenire per prima cosa sul tasso di umidità, monitorandolo con un termoigrometro e contenendolo aprendo le finestre (e creando riscontro) quando necessario. L’umidità ambientale non dovrebbe superare il 60%.
Una VMC (ventilazione meccanica controllata) potrebbe mitigare fortemente il problema, ricambiando aria senza perdite termiche, ma è consigliabile solo se il problema di umidità è complessivo e integrato nel sistema edificio.
Altra soluzione percorribile è la coibentazione ulteriore dei pannelli, applicando isolanti specifici o pannelli aggiuntivi interni/esterni per ridurre la trasmittanza termica dell’anta. Mitiga in parte il problema ma non lo risolve del tutto.
La sostituzione con un prodotto performante, quando possibile resta la soluzione più efficace.
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Consulente tecnico ed energetico infissi, isolamenti e VMC
Docente Corso di Alta Formazione sulle Patologie Edilizie
Docente Legno Legno per la qualifica EQF4 sulla posa infissi
Professionista per la posa in opera degli infissi di Qualità Casaclima
Membro del Comitato Tecnico UNI/CT 033/GL 12
“Finestre, porte, chiusure oscuranti e relativi accessori”
