Norma UNI EN 356: Classificazione vetri di sicurezza antisfondamento

La norma “UNI EN 356:2002 Vetro per edilizia – Vetro di sicurezza – Prove e classificazione di resistenza contro l’attacco manuale” stabilisce prove e classificazione dei vetri di sicurezza antisfondamento, progettati per proteggere l’edificio da attacchi esterni. È la norma principale per quanto riguarda la sicurezza antieffrazione del vetro. Approfondiamola insieme.


Cosa dice la norma UNI EN 356

La norma UNI EN 356 definisce i metodi di prova standardizzati per valutare la capacità di una lastra di vetro di resistere a colpi, urti ripetuti e tentativi di sfondamento. La tipologia di attacco che un ladro può mettere in atto nel tentativo di rompere il vetro.

La norma stabilisce criteri oggettivi e riproducibili per classificare le vetrate in base al livello di protezione offerto, consentendo a progettisti, installatori e utenti finali di scegliere il prodotto adatto al contesto di utilizzo.

Norma sicurezza vetri UNI EN 356


Cosa si intende per vetro antisfondamento

Un vetro antisfondamento è una lastra progettata per resistere a tentativi di intrusione fisica, rallentando o impedendo l’accesso di un intruso attraverso la superficie vetrata.

A differenza del vetro comune, che si frantuma facilmente, il vetro antisfondamento è di solito un vetro stratificato, dotato quindi di due o più lastre unite da una pellicola in PVB. In caso di rottura, i frammenti rimangono incollati alla pellicola creando il tipico effetto “ragnatela”. Questo rende molto complessa la creazione di un varco nel vetro, rallentando l’eventuale effrattore.

Questo sistema di rottura controllata garantisce anche più sicurezza contro tagli e infortuni.


Quali sono le prove di resistenza previste dalle norma UNI EN 356

La norma prevede due tipologie principali di prova:

  • Prova con sfera d’acciaio: una sfera del peso di 4,11 kg viene fatta cadere da altezze crescenti sul campione di vetro. Il vetro viene classificato in base al numero di impatti e all’altezza di caduta superati senza che si formi un’apertura passante

  • Prova con attacco manuale: per le classi di resistenza più elevate, superato il test con la sfera, si simulano tentativi di perforazione della lastra con strumenti da scasso come martelli o asce. Si valuta quanti colpi il vetro sopporta prima che si crei un varco sufficiente al passaggio di un intruso


Quali sono le classi di sicurezza dei vetri descritte nella norme UNI EN 356

La norma UNI EN 356 suddivide le vetrate antisfondamento in sette classi di resistenza, distinte in due gruppi:

  • Classi P1A – P5A (prova con sfera): valutano la resistenza agli urti da impatto; la classe P1A è la più bassa, la P5A la più alta del gruppo

  • Classi P6B – P8B (prova con attacco manuale): si applicano alle vetrate ad alta sicurezza, testate con strumenti da scasso; la P6B richiede di resistere ad almeno 30 colpi di ascia, la P7B ad almeno 51 colpi, la P8B a oltre 71

Più alto è il numero della classe, maggiore è il livello di protezione garantito. Per abitazioni civili si utilizzano generalmente le classi P4A o P5A; le classi superiori sono indicate per banche, gioiellerie e strutture ad alto rischio.


Come scegliere il giusto vetro si sicurezza per il tuo progetto

Come vedremo a breve il solo vetro non basta, dobbiamo valutare il serramento nel suo insieme.

Di seguito riporto comunque una casistica con ambiente e tipologia di vetro antieffrazione che si può scegliere:

  • Piano terra e aperture facilmente accessibili dall’esterno (finestre, portefinestre, vetrate): la classe minima è la P4A, che offre una protezione base contro tentativi di effrazione molto semplici

  • Piani superiori con accesso da balconi o terrazze: di solito è sufficiente una classe P2A o P3A, in quanto l’accesso richiede già uno sforzo maggiore da parte dell’intruso

  • Ingressi principali, portoni o vetrate esposte in abitazioni isolate o villette: si consiglia la classe P5A, che garantisce una resistenza più elevata

  • Banche, gioiellerie, consolati o ambienti ad alto rischio: si utilizzano le classi P6B, P7B o P8B, le uniche in grado di resistere ad attacchi prolungati con strumenti da scasso


Non solo vetro: come ottenere più sicurezza antieffrazione con i serramenti

Il vetro è un componente fondamentale per la sicurezza della casa, ma una protezione reale si ottiene solo considerando il sistema nel suo insieme.

Quando si parla di antieffrazione, il punto di partenza non è il singolo elemento, ma l’interazione tra vetro, profili, ferramenta e modalità di installazione.

Dobbiamo poi considerare come la rottura del vetro sia raramente la prima scelta di un ladro. Nella maggior parte dei casi, finestre e porte vengono forzate lavorando sulla ferramenta, sfruttando serrature inadeguate o cerniere poco robuste.

Per questo motivo, un livello di sicurezza efficace richiede chiusure multipunto e ferramenta antiscardinamento, elementi capaci di distribuire la resistenza su tutta la superficie dell’anta.

Anche se spesso il marketing può trarre in inganno proponendo singoli elementi come soluzioni di sicurezza (il vetro ne è un esempio perfetto, il parametro di riferimento da considerare è la classe antieffrazione complessiva del serramento, certificata secondo le classi RC (Resistance Class), che valuta il sistema nel suo insieme e non il solo vetro.

Oltre a una valida finestra antieffrazione, servono altri accorgimenti per ottenere una sicurezza reale:

  • gli oscuranti blindati possono creare una prima barriera fisica, capace di scoraggiare o rallentare l’intrusione prima ancora che l’intruso raggiunga il vetro.
  • Un sistema di allarme e videosorveglianza, infine, completa la strategia difensiva: funge da deterrente visibile, riduce i tempi di risposta in caso di effrazione e aumenta il rischio percepito da chi tenta l’intrusione.

Risorse utili sulla sicurezza dei serramenti

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Pagina ufficiale norma UNI EN 356:2002

 

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