Quello dell’economia circolare è un concetto importante. Nasce dall’idea di creare un modello che riduce al minimo (o addirittura cancella) sprechi e creazione di rifiuti. Ogni elemento si reintegra nel sistema, creando appunto una circolarità. La sfida di oggi è applicare questo modello anche all’edilizia, nel nostro caso, a finestre e porte.
È possibile? Ne parlo in questo articolo dedicato a sostenibilità ed economia circolare con i serramenti.
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Che cos’è l’economia circolare
L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo di materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. Le sue origini si trovano negli anni ’60 e ’70, con concetti chiave sviluppati da economisti come Kenneth E. Boulding e Walter Stahel. Il modello moderno è stato promosso a partire dal 2010 dalla Ellen MacArthur Foundation, che ha contribuito a diffonderlo globalmente.
Si contrappone al tradizionale modello economico lineare fondato sullo schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”, affermatosi sempre di più negli ultimi decenni.
Idealmente, una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti nel ciclo produttivo, generando ulteriore valore e riducendo gli sprechi.
Un modello complesso, estremamente virtuoso, ma non impossibile da raggiungere, avvicinandosi sempre di più all’ideale dell’economia circolare.
Come applicare un modello di economia circolare ai serramenti
Applicare i concetti dell’economia circolare ai serramenti è una sfida importante. Per attuare questo processo dobbiamo lavorare su 3 livelli:
Prodotto (il serramento vero e proprio)
Progettazione e installazione
Risultati (case ed edifici con relative prestazioni ottenute)
Vediamo meglio come nasce una circolarità con i serramenti approfondendo questi 3 punti.
Economia circolare e serramenti: come rendere i prodotti più sostenibili
Per essere sostenibile un serramento dovrebbe essere realizzato con materiali riciclabili e separabili.
La sostenibilità passa anche dalla produzione, che dovrebbe puntare al minore impatto ambientale possibile:
- riduzione degli scarti,
- utilizzo di energia rinnovabile,
- materie prime riciclabili o da fonti sostenibili come il legno certificato.
Un prodotto sostenibile è anche molto resistente, con prestazioni ottime valide per decenni.
Fondamentale è inoltre che sia riparabile e manutenibile a lungo, elemento che garantisce una lunga durata e riduce la necessità della sostituzione.
Anche la logistica e i trasporti possono essere ottimizzati per ridurre sprechi e inquinamento.
Come progettare i serramenti secondo un metodo circolare
La circolarità e la sostenibilità si ottengono anche con la progettazione. Scegliere prodotti sostenibili che rispettino le caratteristiche descritte sopra è il primo passo per progettare riducendo sprechi e consumi.
Rispettare le normative e realizzare installazioni performanti permette di installare serramenti che possono durare decenni, riducendo al minimo gli sprechi. Attenzione andrebbe data anche all’utilizzo di materiali di posa sostenibili, non inquinanti e, quando possibile, recuperabili.
Dobbiamo ragionare su più livelli: da un lato l’aspetto prodotto e materiali, dall’altro la prestazione che vogliamo ottenere e garantire.
Detto in breve, una finestra prestazionale, ben installata e supportata da manutenzione periodica, ha un ciclo di vita praticamente eterno, che riduce drasticamente l’impatto ambientale di produzione, trasporto e installazione.

Edifici più longevi e prestazionali: può esistere un’edilizia circolare?
Progettare e installare prodotti di qualità e mantenerli nel tempo con la manutenzione permette di ottenere un risultato importante: edifici che consumano poco e che non necessitano lavori per molto tempo.
La casa consuma poco, è più confortevole ma anche più sostenibile. Se tutto è fatto correttamente e con la giusta cura nel tempo, l’edificio rimane performante per decenni, senza problemi e senza necessità di sostituzioni o interventi.
Parlo di edifici che, anche di fronte a un cambio di utilizzo o proprietà, sono praticamente pronti all’uso, senza bisogno di interventi importanti.
Interventi che prediligono il recupero e la riqualificazione rafforzano il concetto della circolarità. Anziché costruire da zero, andiamo a dare valore a qualcosa di già esistente, con relativo risparmio e riduzione dell’impatto ambientale.
La mia esperienza con i living lab di Open Circular
Con Diemme Infissi partecipo ai Living Lab di Open Circular. Un progetto virtuoso che punta a rendere le aziende meno impattanti e più green, attraverso una gestione sostenibile di materiali e processi.
Siamo stati scelti attraverso un bando e siamo davvero entusiasti di partecipare a questa esperienza in compagnia di un gruppo di aziende selezionate. Agli incontri, che si tengono al Parco Scientifico di Capannori, a Lucca, partecipano importanti realtà del territorio, appartenenti a diversi settori, ma con lo stesso obiettivo: ridurre gli sprechi e tutelare l’ambiente.
Un’occasione di confronto e crescita, ma soprattutto di sviluppo di metodi e processi che possono rendere i nostri interventi ancora più sostenibili e circolari.
Del progetto Open Circular e dei suoi Living Lab, ne ho parlato sul blog Diemme Infissi: clicca qui se vuoi saperne di più.
Risorse utili
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Consulente tecnico ed energetico infissi, isolamenti e VMC
Docente Corso di Alta Formazione sulle Patologie Edilizie
Docente Legno Legno per la qualifica EQF4 sulla posa infissi
Professionista per la posa in opera degli infissi di Qualità Casaclima
Membro del Comitato Tecnico UNI/CT 033/GL 12
“Finestre, porte, chiusure oscuranti e relativi accessori”
