Serramenti antieffrazione: 5 consigli per ottenere case più sicure

I dati ISTAT raccontano un aumento dei furti in casa, con una richiesta sempre maggiore di serramenti antieffrazione. Classe di sicurezza RC3  e sistemi progettati per rendere molto complesso l’ingresso forzato nelle abitazioni sono diventati prodotti sempre più comuni, lontani anni luce dalle classiche finestre del passato che si aprivano con una spinta, con vetri fragili e ferramenta praticamente priva di resistenza.

Spesso i clienti che entrano in showroom o chiedono informazioni sui miei blog di infissi e serramenti, cercano un prodotto di sicurezza. Quando si parla di protezione della casa, le persone tendono a concentrarsi sulle caratteristiche del serramento (o di un semplice componente come un vetro antisfondamento). L’idea generale è che basti il solo prodotto per ottenere una protezione adeguata. Idea, lo dico subito, che è vera a metà.

Prima di affrontare i prodotti, voglio partire da dei dati reali. La maggior parte dei tentativi di effrazione non avviene rompendo il vetro. Il ladro inserisce una leva — un piede di porco, un grosso cacciavite — tra il telaio e l’anta e forza. In buona parte dei casi trova un sistema debole e ottiene un rapido accesso all’abitazione.

Questo cambia radicalmente il modo in cui un tecnico deve ragionare sulla sicurezza: il punto critico non è il vetro (che va comunque difeso, in particolare nelle case isolate), è la giunzione telaio-anta. Lavorare su questo aspetto significa ridurre gli attacchi possibili, aumentare la resistenza meccanica e eliminare i punti deboli strutturali.


1 – Perché dobbiamo smontare un po’ il marketing dei serramenti antieffrazione

Quante volte sentiamo promettere sicurezza assoluta con un vetro antisfondamento, o una ferramenta antieffrazione? Il marketing del settore vende classi di resistenza come soluzioni ad ogni problema. Certo, una finestra classe RC3 resiste molto bene e protegge davvero la casa.

  • Per farlo deve essere installata correttamente, con una posa in opera coerente alla sua classe antieffrazione. Non possiamo installare una finestra ad alta sicurezza con un fissaggio inadeguato, che diventerà il punto su cui il ladro lavora.
  • L’altro aspetto da considerare, anche se può sembrare banale, è che il serramento antieffrazione protegge la casa fino a che rimane chiuso.

Una finestra RC3 dà sicurezza — ma solo se stai chiuso in casa con tutto sigillato. Se vivi in campagna e vuoi tenere aperto per l’aria, quella finestra da sola non risolve tutti i problemi. Il nostro compito quando progettiamo la sicurezza di un’abitazione con i serramenti, è valutare con attenzione le esigenze del cliente proponendo soluzioni che si adattino in modo perfetto al suo modo di abitare la casa.

Un esempio? una persona che ama tenere aperto e avere aria in casa, potrebbe necessitare una persiana blindata, o addirittura preferire delle inferriate per la massima tranquillità. Alla difesa “fisica” inoltre va sempre abbinato un sistema di allarme e videosorveglianza.


2 – Quando serve davvero un serramenti antieffrazione?

Altro aspetto da considerare: non tutti hanno bisogno della stessa soluzione.

Ecco come ragiono io nella pratica:

  • Villa indipendente, piano terra, zona isolata: qui il ragionamento sulla sicurezza ha senso pieno. Ma bisogna capire come il cliente vuole vivere la casa — chiuso dentro o con il collegamento con l’esterno? Le risposte portano a soluzioni diverse: infissi RC2/RC3, ma anche inferriate o persiane blindate orientabili, sempre con allarme e videosorveglianza.

  • Condominio, secondo o terzo piano, con tapparelle e allarme: spesso basta una classe di resistenza base. Aggiungere RC3 può essere superfluo, a meno che non ci siano delle esigenze molto particolari.

  • Casa in campagna aperta: la finestra antieffrazione da sola non è sufficiente — servono soluzioni di sicurezza molto importanti perché il ladro non ha il problema del rumore e, in molti casi, nemmeno del tempo. Imprescindibili allarmi e videosorveglianza moderna.


3 – Progettare la sicurezza antieffrazione partendo dal contesto

Il principio che applico sempre è semplice: definire il prodotto nel contesto. Non si vende una finestra guardando solo la scheda tecnica, come non si compra un’auto guardando solo la vetrina. Bisogna chiedersi dove vuoi andare, come la vuoi usare.

Lo stesso vale per l’abitazione: come vuole viverla il cliente? Vuole sicurezza con la casa chiusa, oppure sicurezza mantenendo un buon collegamento con l’esterno? Queste domande cambiano completamente la soluzione tecnica da proporre.


4 – Il serramento di sicurezza è solo una parte del puzzle

Un errore frequente è quello di isolare il serramento dal sistema complessivo. La sicurezza antieffrazione reale si costruisce integrando:

  • Resistenza meccanica del serramento (classe di resistenza adeguata al contesto)
  • Sistemi di allarme
  • Videosorveglianza
  • Eventualmente elementi fisici aggiuntivi (inferriate, persiane blindate)
  • Posa in opera (ne parliamo a breve).

5 – La posa in opera del serramento antieffrazione non deve invalidare la classe di sicurezza

Eseguire la posa in opera di un serramento antieffrazione significa installare un prodotto con una determinata classe antieffrazione certificata, senza invalidarne la certificazione.

Abbiamo un prodotto in grado di offrire un certo livello di resistenza ai tentativi di scasso e di rottura. Questo livello di sicurezza deve essere mantenuto in ogni elemento che compone il serramento e nella sua connessione con la muratura.

Progettare ed eseguire la posa in opera di un serramento antieffrazione necessita delle attenzioni particolari al fissaggio ma soprattutto allo stato di fatto del supporto murario, dove possiamo trovare dei punti deboli invalidanti.


Risorse utili

Posa in opera serramenti antieffrazione, procedure e precauzioni da prendere

Finestre antieffrazione: sicurezza vera o solo marketing?

Norma UNI 10818 2023, ruoli e responsabilità nella fornitura in opera dei serramenti

Il quadro complessivo della norma UNI 11673 nelle sue quattro parti

Cosa dice la norma UNI 11673-1 per la progettazione della posa in opera dei serramenti

Cosa dice la norma UNI 11673-2 formazione e qualifiche del posatore di serramenti

Cosa dice la norma UNI 11673-3 per i corsi di posa in opera dei serramenti

Cosa dice la norma UNI 11673-4 verifiche dell’esecuzione dei lavori

Norma UNI 11296 isolamento acustico serramenti

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